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Creare un chatbot AI per il sito con Botpress

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Ogni giorno arrivano le stesse domande: orari, spedizioni, resi, prezzi. Chi vuole creare un chatbot AI per il sito cerca un assistente che risponda usando i propri contenuti, senza scrivere codice. Botpress è una delle piattaforme più usate per farlo. Vediamo passo per passo come configurarlo: dall'account gratuito alla knowledge base, dalle istruzioni al test in italiano, fino alla pubblicazione su WordPress e al passaggio a un operatore umano.

Cosa serve prima di iniziare

  • Un account Botpress, che si crea gratis.
  • I contenuti da cui il bot deve imparare: pagine del sito, PDF (listini, condizioni di vendita, schede tecniche), un elenco di FAQ.
  • Accesso al sito per incollare un codice nell'intestazione, oppure l'accesso amministratore a WordPress.
  • Un'idea chiara dei limiti: cosa deve fare il bot, cosa non deve fare e quando deve passare la conversazione a una persona.

Come creare un chatbot AI per il sito con Botpress: i passaggi

1. Crea l'account e scegli il piano gratuito

Dopo la registrazione hai un workspace con il piano Free. Da maggio 2026 Botpress conta le conversazioni e non più i singoli messaggi: vale come conversazione ogni scambio in cui l'utente invia almeno due messaggi nel mese.

Il piano gratuito include 25 conversazioni al mese, fino a 3 agenti, 3 posti per collaboratori, 100 MB per la knowledge base, 100 MB di spazio file e 1.000 righe nelle tabelle. Non prevede ricariche: raggiunto il limite, il bot si ferma fino al mese successivo. Il costo dei modelli AI è compreso: Botpress indica 0,10 dollari di uso AI incluso per ogni conversazione.

In pratica il piano Free basta per costruire e provare il bot, non per un sito con traffico reale. Considera anche che le conversazioni di prova contano nel totale.

2. Crea il bot

Dalla dashboard crei un nuovo agente e lo apri nello Studio, l'editor visuale di Botpress. Qui trovi le sezioni principali: la knowledge base, le istruzioni, i flussi di lavoro, le integrazioni e l'emulatore per i test.

3. Prepara la knowledge base

La knowledge base è il cuore di un chatbot che risponde con i tuoi dati invece che con informazioni generiche. Botpress accetta diverse fonti:

  • Sito web: puoi indicare il dominio principale, e il sistema scopre le pagine collegate, oppure solo pagine specifiche. Puoi anche programmare una nuova scansione periodica, utile se aggiorni spesso prezzi o contenuti.
  • Documenti: PDF, HTML, TXT, DOC, DOCX e Markdown, fino a 50 MB per file.
  • Testo: contenuti scritti direttamente nell'editor, ottimi per le FAQ.
  • Tabelle: dati strutturati, come listini o disponibilità, interrogabili con domande in linguaggio naturale.
  • Ricerca web e integrazioni: ricerca in tempo reale su siti indicati da te, oppure contenuti da Notion e Google Drive.

Un consiglio pratico: non caricare tutto il sito alla cieca. Scegli le pagine che rispondono davvero alle domande dei clienti (spedizioni, resi, servizi, contatti) e scrivi le FAQ come testo, con domanda e risposta chiare.

4. Scrivi istruzioni e tono di voce

Le istruzioni sono il prompt principale del bot. La documentazione di Botpress chiede di essere specifici: più le indicazioni sono precise, migliori sono le decisioni del bot. Conviene strutturarle con titoli ed elenchi, senza testi troppo lunghi che possono confondere il modello. Un esempio di schema:

  • Ruolo: "Sei l'assistente del negozio X. Rispondi solo su prodotti, ordini, spedizioni e resi."
  • Lingua e tono: "Rispondi sempre in italiano, con il tu, in frasi brevi e cordiali."
  • Fonti: "Usa solo le informazioni della knowledge base. Se non trovi la risposta, dillo e proponi il contatto con un operatore."
  • Limiti: "Non inventare prezzi o tempi di consegna. Non chiedere dati di pagamento."
  • Chiusura: "Alla fine chiedi se serve altro."

5. Imposta flussi e Autonomous Node

Botpress unisce due approcci. Il primo sono i flussi classici, con nodi che eseguono passaggi in sequenza: utili per percorsi fissi, come raccogliere nome ed email prima di una richiesta di preventivo. Il secondo è l'Autonomous Node, un nodo che usa un modello linguistico per capire il contesto e decidere da solo quando cercare nella knowledge base, quando rispondere e quando passare a un altro flusso.

Per un primo bot di assistenza basta spesso un Autonomous Node con buone istruzioni e la knowledge base collegata. Aggiungi flussi strutturati solo dove ti serve un percorso preciso, per esempio la raccolta di un contatto commerciale.

6. Prova il bot in italiano

Prima di pubblicare, usa l'emulatore dello Studio e fai le domande che fanno davvero i tuoi clienti, anche scritte male o con abbreviazioni. Controlla tre cose:

  1. Le risposte arrivano in italiano corretto, anche se alcune fonti sono in inglese.
  2. Il bot cita informazioni presenti nei tuoi contenuti e non ne inventa.
  3. Quando non sa rispondere, lo ammette e propone un'alternativa.

Se il bot sbaglia, correggi prima le fonti e poi le istruzioni.

7. Pubblica il bot sul sito

Dopo aver pubblicato il bot, vai in Webchat > Deploy Settings e copia il codice di incorporamento: sono due script da inserire nella sezione head del sito. Nella stessa area puoi personalizzare l'aspetto della chat per adattarla ai colori del sito.

Su WordPress la documentazione ufficiale indica di usare il plugin WPCode: crei un nuovo snippet di tipo HTML, incolli il codice, imposti la posizione a livello di tutto il sito e attivi lo snippet. Non serve modificare il tema. Se il sito è costruito con un page builder, come descritto nella nostra recensione di Elementor, il metodo con WPCode resta il più pulito.

8. Collega altri canali

Lo stesso bot può rispondere anche fuori dal sito. Tra le integrazioni ufficiali ci sono WhatsApp, Messenger, Telegram e Instagram. Per WhatsApp servono un account Facebook, una pagina aziendale, un account WhatsApp Business e la verifica dell'azienda da parte di Meta: senza verifica il bot non può inviare messaggi. Ricorda che Meta applica costi propri ai messaggi WhatsApp, separati dal piano Botpress.

9. Prevedi il passaggio a un operatore umano

Un chatbot serio deve sapere quando fermarsi. Con l'integrazione HITL (human in the loop) puoi definire le situazioni in cui la conversazione passa a una persona: richieste complesse, reclami, dati personali delicati. La conversazione compare in una sezione dedicata della dashboard, un operatore la prende in carico e può poi restituirla al bot.

Nel listino attuale la funzione risulta disponibile in tutti i piani, mentre alcune pagine meno recenti la indicano solo per i piani superiori: verifica nel tuo workspace prima di contarci.

10. Privacy e GDPR

Un chatbot raccoglie dati personali: nomi, email, a volte numeri d'ordine. Alcuni punti da sistemare prima di andare online:

  • Dove finiscono i dati: secondo l'accordo sul trattamento dei dati (DPA) di Botpress, salvo diversa indicazione i dati sono trattati negli Stati Uniti; per i trasferimenti di dati europei il DPA richiama le clausole contrattuali standard della Commissione europea. Valuta il DPA con il tuo consulente privacy.
  • Informativa: aggiorna la privacy policy del sito indicando il chatbot, le finalità e il fornitore. Strumenti come quelli descritti nella recensione di iubenda aiutano a gestire informativa e cookie.
  • Minimizzazione: fai chiedere al bot solo i dati necessari e mai dati di pagamento o informazioni sensibili.
  • Trasparenza: rendi chiaro che l'utente sta parlando con un sistema automatico e offri sempre un contatto umano.

Errori comuni da evitare

  • Caricare contenuti vecchi o contraddittori: se due pagine riportano tempi di spedizione diversi, il bot può sbagliare. Pulisci le fonti prima.
  • Istruzioni vaghe: "sii gentile e utile" non basta. Indica ambito, lingua, limiti e cosa fare quando la risposta non c'è.
  • Nessuna via d'uscita: un bot che non passa mai a una persona frustra i clienti più importanti.
  • Sottovalutare il conteggio delle conversazioni: anche i test e le sessioni brevi possono contare. Controlla i consumi nelle prime settimane.

Piani e prezzi indicativi

I prezzi sono in dollari e valgono per i workspace creati dopo il 14 maggio 2026; chi aveva già un account può mantenere il vecchio listino.

PianoPrezzoConversazioni al meseNote principali
Free0 $253 agenti, 100 MB knowledge base, nessuna ricarica
Plus150 $/mese con fatturazione annuale (circa 189 $ mensile)250Agenti illimitati, 25 $ di uso AI incluso, 1 GB knowledge base, chat senza marchio Botpress
Team750 $/mese con fatturazione annuale (circa 939 $ mensile)1.500Posti illimitati, 150 $ di uso AI incluso, 5 GB knowledge base
EnterpriseSu richiestaPersonalizzateSupporto dedicato e configurazioni su misura

Prezzi verificati il 3 ottobre 2026: possono cambiare, controlla il listino aggiornato sul sito ufficiale.

Superate le conversazioni incluse, nei piani a pagamento si aggiungono pacchetti da 100 conversazioni: secondo fonti terze costano circa 65 dollari sul piano Plus e 50 sul Team. Se il bot consuma più del credito AI incluso, Botpress acquista automaticamente ricariche da 10 dollari, vendute a costo. Puoi confrontare i piani aggiornati sul sito ufficiale di Botpress.

Domande frequenti

Serve saper programmare per usare Botpress?

No, per un chatbot di assistenza basato sui tuoi contenuti bastano lo Studio visuale, la knowledge base e le istruzioni. Il codice serve solo per integrazioni personalizzate.

Il bot risponde bene in italiano?

I modelli linguistici usati gestiscono l'italiano. La qualità dipende da istruzioni chiare e da fonti scritte bene: per questo il test con domande reali è indispensabile.

Posso installarlo su WordPress senza plugin dedicati?

Sì. Serve solo un modo per inserire codice nell'intestazione del sito. La documentazione Botpress usa WPCode, ma va bene qualsiasi metodo che aggiunga gli script a tutte le pagine.

Il piano gratuito basta per un sito aziendale?

Per costruire e provare il bot sì. Con 25 conversazioni al mese, però, un sito con un minimo di traffico esaurisce il limite in pochi giorni: per l'uso reale va messo in conto almeno il piano Plus.

Conclusione

Creare un chatbot AI per il sito con Botpress richiede poche ore se hai già contenuti chiari: il lavoro vero è preparare la knowledge base, scrivere istruzioni precise e decidere quando il bot deve lasciare spazio a una persona. Il piano gratuito ti permette di arrivare fino al test completo senza spendere nulla; poi valuti se il volume di conversazioni giustifica il piano a pagamento.

Se gestisci un e-commerce, un chatbot ben configurato può alleggerire il servizio clienti qualunque sia la piattaforma: ne parliamo anche nel confronto Shopify, WooCommerce o PrestaShop. Altri strumenti utili sono raccolti nella pagina delle recensioni. Per iniziare, puoi creare il tuo account gratuito su Botpress e costruire il primo bot con i contenuti del tuo sito.

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