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Checklist SEO per Shopify: 40 controlli con foglio di lavoro gratuito

Shopify fa bene molte cose da solo: genera la sitemap, mette i canonical, scrive un robots.txt sensato, aggiunge gli hreflang quando vendi all'estero. È per questo che tanti negozi si fermano lì, convinti che la SEO «la faccia Shopify». Non è così: la piattaforma prepara il terreno, ma titoli, descrizioni, struttura dei link, velocità e contenuti restano a chi gestisce il negozio.

Questa guida raccoglie in 40 controlli tutto quello che serve verificare su un negozio Shopify, divisi in nove aree. Per ognuno trovi il punto esatto del pannello dove si fa e come controllare che sia fatto bene. Le 13 voci con priorità Alta sono quelle da cui partire: se sono sbagliate costano visite, anche con tutto il resto in ordine.

Scarica il foglio di lavoro gratuito — le 40 voci di questa guida, con stato, responsabile e un riepilogo che calcola da solo quanto manca, per area e per priorità. Si apre in Excel e in Google Sheets (File › Importa).

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Come usare questa checklist

Non va fatta tutta in un giorno. Un ordine che funziona:

  1. Prima settimana: tutte le voci «Alta». Sono poco più di una dozzina e riguardano cose che bloccano o disperdono l'indicizzazione.
  2. Primo mese: le voci «Media» su prodotti e collezioni, partendo da quelli che vendono di più.
  3. Ogni mese: la sezione Monitoraggio, e di nuovo tutta la lista dopo un cambio di tema o una migrazione.

Fondamenta

Prima di ottimizzare qualunque pagina, Google deve poter vedere il negozio, uno solo e sempre allo stesso indirizzo. Sono cinque controlli da fare il primo giorno, e sono anche quelli che più spesso restano indietro dopo il lancio.

  1. Collega il dominio e verifica che risponda un solo indirizzo (https, con o senza www) · priorità alta
    Più versioni dello stesso negozio dividono i segnali e creano duplicati.

    • Dove: Impostazioni › Domini: imposta il dominio principale; gli altri reindirizzano lì.
    • Verifica: Apri http://, https://, con e senza www: devono finire tutti sullo stesso indirizzo.
  2. Togli la password del negozio prima di chiedere l'indicizzazione · priorità alta
    Con la password attiva il negozio e la sitemap non sono raggiungibili dai motori.

    • Dove: Negozio online › Preferenze › Accesso con password.
    • Verifica: Apri il sito in una finestra anonima: non deve chiedere la password.
  3. Verifica il dominio in Google Search Console e invia sitemap.xml · priorità alta
    È l'unico modo di vedere cosa Google indicizza, con quali query e con quali errori.

    • Dove: Search Console › Sitemap: aggiungi «sitemap.xml». Con più domini, una sitemap per dominio.
    • Verifica: In Search Console la sitemap risulta «Riuscita» e le pagine scoperte crescono.
  4. Scrivi titolo e meta description della home · priorità alta
    È la pagina con più autorità: senza testo proprio, Google ne compone uno a caso.

    • Dove: Negozio online › Preferenze › Condivisione sui social e SEO.
    • Verifica: Titolo entro 60 caratteri (il campo ne accetta 70), descrizione intorno ai 155.
  5. Collega Google Analytics 4 o un analytics equivalente, con consenso · priorità media
    Senza dati sul traffico organico non si misura nessun intervento.

    • Dove: App Google & YouTube, o Pixel dei clienti; banner cookie per il consenso.
    • Verifica: In GA4 › Acquisizione compare il canale «Organic Search».

Struttura e URL

Shopify decide una parte degli indirizzi al posto tuo: /products/, /collections/, /pages/ e /blogs/ non si possono togliere. Non è un problema per il posizionamento. Lo diventa quando il tema genera più indirizzi per la stessa pagina, e quando si cambiano gli handle senza redirect.

  1. Accetta la struttura fissa degli indirizzi e scegli handle brevi · priorità media
    Shopify impone /products/, /collections/, /pages/, /blogs/: non si toglie. Si lavora sull'ultima parte.

    • Dove: Scheda del prodotto o della collezione › Anteprima della scheda nei motori › Handle dell'URL.
    • Verifica: Handle in minuscolo, parole separate da trattini, senza codici interni né date.
  2. Quando cambi un handle, spunta la creazione del redirect · priorità alta
    Senza redirect i link esterni e le pagine già indicizzate finiscono in 404.

    • Dove: Nel campo dell'handle: casella «Crea un reindirizzamento URL».
    • Verifica: Apri il vecchio indirizzo: deve portare al nuovo con un 301.
  3. Importa i redirect di una migrazione da CSV · priorità alta
    Arrivando da WooCommerce o PrestaShop, ogni vecchio indirizzo va portato al nuovo.

    • Dove: Negozio online › Navigazione › Reindirizzamenti URL › Importa (CSV).
    • Verifica: Controlla a campione 20 vecchi indirizzi: tutti 301, nessuno a catena.
  4. Fai puntare i link interni alla versione canonica dei prodotti · priorità alta
    Il tema spesso linka /collections/x/products/y: il canonical dice /products/y, i link dicono altro.

    • Dove: Codice del tema: nelle card prodotto sostituisci «product.url | within: collection» con «product.url».
    • Verifica: Dal sorgente di una collezione: i link ai prodotti iniziano con /products/.
  5. Controlla il menu e le briciole di pane · priorità media
    La navigazione dice a Google quali pagine contano: ciò che non è linkato conta poco.

    • Dove: Negozio online › Navigazione (menu principale e piè di pagina).
    • Verifica: Ogni collezione importante è raggiungibile in due clic dalla home.
  6. Non toccare robots.txt se non sai esattamente cosa fai · priorità bassa
    Il file di default è già corretto (blocca carrello, checkout, ricerca, filtri combinati). Un errore può azzerare il traffico.

    • Dove: Tema › Modifica codice › Aggiungi modello «robots» (robots.txt.liquid). Modifica non supportata da Shopify.
    • Verifica: Apri /robots.txt: /collections/, /products/ e /blogs/ non devono essere bloccati.
  7. Nascondi dai motori le pagine che non devono comparire · priorità bassa
    Pagine di servizio, ringraziamenti, landing a tempo diluiscono il sito.

    • Dove: Prodotti: stato «Non in elenco». Pagine e articoli: metacampo seo.hidden = 1.
    • Verifica: La pagina sparisce da sitemap.xml e ha il noindex nel codice.

Ogni prodotto di Shopify risponde a due indirizzi: /products/zaino-pelle e, dentro ogni collezione di cui fa parte, /collections/zaini/products/zaino-pelle. Il canonical della pagina indica sempre il primo, ed è corretto. Il guaio è che molti temi, nelle griglie delle collezioni, linkano il secondo: a Google arrivano migliaia di link interni che dicono una cosa e un canonical che ne dice un'altra.

La correzione è una riga nel codice del tema. Cerca, nei file delle card prodotto, il filtro within:

{{ product.url | within: collection }}

e sostituiscilo con:

{{ product.url }}

La collezione resta com'è e i link puntano all'indirizzo canonico. Fallo su una copia del tema e controlla il risultato prima di pubblicarlo.

I redirect funzionano solo sugli indirizzi rotti

Shopify crea redirect 301 (fino a 100.000, 20 milioni su Plus) e li importa da CSV. C'è però una regola da sapere: un redirect scatta solo se l'indirizzo di partenza non esiste più. Se la vecchia pagina risponde ancora, il redirect viene ignorato. Per questo, in una migrazione, prima si tolgono le pagine vecchie e poi si controllano i redirect.

robots.txt: si può, ma quasi mai si deve

Dal 2021 il file si modifica con il modello robots.txt.liquid. Quello di partenza blocca già carrello, checkout, ricerca interna e combinazioni di filtri. Shopify stesso avverte che la modifica non è supportata e che un errore può far perdere tutto il traffico: toccalo solo per un motivo preciso, e lasciando le regole di Shopify al loro posto.

Pagine prodotto

La scheda prodotto è la pagina che vende, ed è anche quella scritta peggio nella maggior parte dei negozi: titoli uguali al nome interno, descrizioni copiate dal fornitore, immagini senza testo alternativo.

  1. Scrivi un titolo SEO per ogni prodotto · priorità alta
    Il titolo è la prima cosa che si legge nei risultati: nome, attributo che si cerca, marca.

    • Dove: Prodotto › Anteprima della scheda nei motori › Titolo della pagina.
    • Verifica: Nessun titolo oltre i 60 caratteri, nessun titolo uguale a un altro.
  2. Scrivi una meta description con un motivo per cliccare · priorità media
    Non conta per il posizionamento, conta per i clic: prezzo, spedizione, vantaggio.

    • Dove: Prodotto › Anteprima della scheda nei motori › Meta description.
    • Verifica: Intorno ai 155 caratteri, diversa per ogni prodotto.
  3. Scrivi descrizioni originali, non quelle del fornitore · priorità alta
    Il testo del produttore è identico su decine di negozi: Google ne sceglie uno, raramente il tuo.

    • Dove: Prodotto › Descrizione.
    • Verifica: Cerca tra virgolette una frase della descrizione: non deve uscire su altri siti.
  4. Aggiungi il testo alternativo a ogni immagine · priorità media
    Serve a chi usa un lettore di schermo e alla ricerca per immagini.

    • Dove: Prodotto › clic sull'immagine › Modifica testo alternativo.
    • Verifica: Descrive cosa si vede («zaino in pelle marrone, vista laterale»), non una lista di parole chiave.
  5. Gestisci le varianti in un solo prodotto · priorità media
    Un prodotto per taglia o colore crea pagine quasi uguali che si fanno concorrenza.

    • Dove: Prodotto › Varianti (fino a 3 opzioni e 2.048 varianti per prodotto).
    • Verifica: Una sola pagina per modello; le varianti cambiano con il selettore.
  6. Decidi cosa fare dei prodotti esauriti o dismessi · priorità media
    Cancellare un prodotto con link e traffico butta via il valore accumulato.

    • Dove: Esaurito temporaneo: lascialo online. Dismesso: redirect 301 al sostituto o alla collezione.
    • Verifica: Nessun prodotto rimosso risponde 404 se aveva visite o link.
  7. Mostra recensioni vere sulla pagina · priorità bassa
    Danno testo nuovo alla pagina e fiducia a chi compra.

    • Dove: App di recensioni (l’app Product Reviews di Shopify è stata ritirata nel 2024: scegline una attiva).
    • Verifica: Le recensioni sono nel codice della pagina, non solo caricate dopo.

Collezioni

Le collezioni sono le pagine che intercettano le ricerche generiche, quelle con più volume. Chi cerca «zaini in pelle da uomo» non cerca un prodotto: cerca un elenco. Se la collezione è solo una griglia senza testo, a Google resta poco da capire.

  1. Scrivi un testo introduttivo per le collezioni principali · priorità alta
    Una collezione con solo la griglia prodotti è una pagina senza contenuto da posizionare.

    • Dove: Prodotti › Collezioni › Descrizione.
    • Verifica: Almeno un paragrafo utile sopra o sotto la griglia.
  2. Titolo SEO e meta description per ogni collezione · priorità alta
    Le collezioni intercettano le ricerche generiche («zaini in pelle»), spesso più delle schede.

    • Dove: Collezione › Anteprima della scheda nei motori.
    • Verifica: Nessuna collezione con il titolo uguale al nome del negozio.
  3. Evita collezioni doppie o quasi vuote · priorità media
    Tre collezioni con gli stessi prodotti si rubano le ricerche a vicenda.

    • Dove: Prodotti › Collezioni: unisci quelle che si sovrappongono, con redirect.
    • Verifica: Ogni collezione ha almeno qualche prodotto e un tema suo.
  4. Tieni fuori dall'indice i filtri e i tag · priorità media
    Ogni combinazione di filtri è un indirizzo nuovo con gli stessi prodotti.

    • Dove: Filtri con l'app Search & Discovery; robots.txt di default blocca già i filtri combinati.
    • Verifica: In Search Console non compaiono migliaia di URL con filtri o tag.

Contenuti e blog

Un negozio vive di schede prodotto, ma le schede rispondono a una domanda sola: «quanto costa e come lo compro». Tutte le domande che vengono prima, le intercetta un blog.

  1. Apri un blog che risponde alle domande di chi compra · priorità media
    Guide, confronti e «come si usa» portano visite che le schede prodotto non prendono.

    • Dove: Negozio online › Articoli del blog.
    • Verifica: Ogni articolo linka almeno un prodotto o una collezione pertinente.
  2. Scrivi le pagine che servono: chi siamo, spedizioni, resi, contatti · priorità media
    Sono pagine che Google e i clienti usano per valutare se il negozio è affidabile.

    • Dove: Negozio online › Pagine; Impostazioni › Informative.
    • Verifica: Raggiungibili dal piè di pagina, con indirizzo e contatti reali.
  3. Collega gli articoli tra loro e ai prodotti · priorità media
    I link interni distribuiscono autorità e guidano chi legge verso l'acquisto.

    • Dove: Editor dell'articolo: link a prodotti, collezioni e altri articoli.
    • Verifica: Nessun articolo senza link in uscita verso il catalogo.

Velocità

Shopify ospita il negozio e lo serve da una rete veloce, ma temi pesanti, immagini enormi e app accumulate negli anni bastano a rallentarlo. Il pannello mostra le metriche Core Web Vitals misurate sui visitatori veri: si parte da lì.

  1. Controlla il rapporto sulle prestazioni web · priorità alta
    LCP, INP e CLS sono misurati sui visitatori veri e Google li usa come segnale.

    • Dove: Negozio online › Temi (riepilogo) e Analisi › Report › Prestazioni web.
    • Verifica: LCP ≤ 2,5 s, INP ≤ 200 ms, CLS ≤ 0,1.
  2. Disinstalla le app che non usi e ripulisci il codice che lasciano · priorità alta
    Ogni app aggiunge script; molte li lasciano nel tema anche dopo la disinstallazione.

    • Dove: Impostazioni › App; poi Tema › Modifica codice per i residui.
    • Verifica: Confronta le prestazioni prima e dopo: l'INP di solito migliora.
  3. Usa un tema recente e aggiornato · priorità media
    I temi Online Store 2.0 caricano meno codice e si aggiornano senza riscrivere tutto.

    • Dove: Negozio online › Temi.
    • Verifica: Il tema ha ricevuto aggiornamenti nell'ultimo anno.
  4. Carica immagini della misura giusta e non enormi · priorità media
    Un'immagine da 5 MB in cima alla pagina è la causa più comune di un LCP lento.

    • Dove: Carica i file a una larghezza sensata (es. 2048 px); il tema genera le versioni ridotte.
    • Verifica: Nessuna immagine sopra la piega oltre qualche centinaio di KB.
  5. Evita slider e video automatici in cima alla home · priorità bassa
    Rallentano il primo caricamento e spostano il contenuto mentre si legge.

    • Dove: Personalizza tema › sezioni della home.
    • Verifica: La prima schermata è un'immagine sola o un testo.

I tre numeri da guardare

MetricaChe cosa misuraBuonoDa migliorareScarso
LCPQuanto ci mette a comparire l'elemento più grande≤ 2,5 s2,5–4 s> 4 s
INPQuanto risponde la pagina a un clic o un tocco≤ 200 ms200–500 ms> 500 ms
CLSQuanto si sposta il contenuto mentre carica≤ 0,10,1–0,25> 0,25

Il rapporto di Shopify usa i dati dei visitatori veri, con fino a 36 ore di ritardo e gli ultimi 90 giorni. È più affidabile di un test fatto una volta da uno strumento esterno, che misura una visita sola da un computer solo.

Dati strutturati

I dati strutturati dicono a Google che cosa c'è sulla pagina — un prodotto, il suo prezzo, se è disponibile — e servono per comparire con prezzo e stelline nei risultati. I temi recenti li generano da soli; il lavoro è soprattutto evitare doppioni.

  1. Verifica i dati strutturati del prodotto · priorità media
    Prezzo, disponibilità e recensioni possono comparire nei risultati come risultati avanzati.

    • Dove: I temi recenti li generano da soli; controlla che non ci siano doppioni aggiunti da app.
    • Verifica: Test dei risultati avanzati di Google su una scheda prodotto: nessun errore.
  2. Controlla il rapporto «Prodotti» e «Schede del commerciante» in Search Console · priorità bassa
    Google segnala lì i campi mancanti (spedizione, resi, recensioni).

    • Dove: Search Console › Miglioramenti / Shopping.
    • Verifica: Nessun errore; gli avvisi sono noti e voluti.
  3. Collega Google Merchant Center · priorità media
    I prodotti possono comparire gratuitamente nella scheda Shopping.

    • Dove: App Google & YouTube.
    • Verifica: In Merchant Center i prodotti risultano approvati.

Internazionale

Con Shopify Markets si vende in più paesi dallo stesso negozio. La parte tecnica — hreflang, sitemap per lingua, canonical — Shopify la fa da solo. La parte che resta a te è la traduzione vera.

  1. Scegli come dividere i mercati: sottocartelle, sottodomini o domini · priorità media
    Le sottocartelle (/fr/) condividono l'autorità del dominio principale e sono le più semplici.

    • Dove: Impostazioni › Mercati › Domini e lingue.
    • Verifica: Ogni mercato ha il suo indirizzo e la sua lingua.
  2. Lascia attivi gli hreflang automatici · priorità media
    Shopify li genera da solo per mercati e lingue, con x-default: toglierli di solito peggiora.

    • Dove: Impostazioni › Mercati (nessuna azione, salvo esigenze particolari).
    • Verifica: Nel codice di una pagina compaiono i link hreflang per ogni lingua.
  3. Traduci davvero, non solo i bottoni · priorità media
    Una pagina con interfaccia tradotta e descrizioni in italiano è un duplicato in un'altra lingua.

    • Dove: App Translate & Adapt o equivalente.
    • Verifica: Titoli, descrizioni e meta tradotti per ogni lingua attiva.

Le sottocartelle (tuonegozio.it/fr/) sono la scelta più semplice e condividono l'autorità del dominio principale; sottodomini e domini nazionali danno un segnale locale più forte ma partono da zero. Qualunque sia la scelta, Shopify aggiunge gli hreflang con l'x-default, un canonical per ogni versione e le lingue nelle sitemap. Disattivarli è possibile, ma Shopify stesso avverte che di solito peggiora le cose.

Monitoraggio

La SEO di un negozio non si fa una volta. Temi, app, prodotti nuovi e prodotti tolti cambiano il sito ogni settimana, e con lui quello che Google vede.

  1. Controlla ogni mese le pagine escluse in Search Console · priorità media
    Lì compaiono i 404, i duplicati senza canonical scelto e le pagine scansionate ma non indicizzate.

    • Dove: Search Console › Indicizzazione › Pagine.
    • Verifica: Il numero di pagine indicizzate cresce o resta stabile.
  2. Segui le query e le pagine che crescono · priorità media
    Le pagine già in seconda pagina di Google sono quelle che si spingono con meno lavoro.

    • Dove: Search Console › Rendimento: filtra posizione media tra 8 e 20.
    • Verifica: Hai una lista di 10 pagine da migliorare ogni trimestre.
  3. Rifai questa checklist dopo ogni cambio di tema o migrazione · priorità media
    Un tema nuovo può reintrodurre link sbagliati, dati strutturati doppi, immagini pesanti.

    • Dove:
    • Verifica: Tutte le voci «Alta» di nuovo verificate.

Gli errori che troviamo più spesso

  1. Descrizioni del fornitore copiate su tutte le schede. Il testo è identico su decine di negozi, e Google ne mostra uno solo.
  2. Handle cambiati senza redirect, di solito durante un riordino del catalogo: i link esterni finiscono in 404 e le pagine perdono la posizione.
  3. Collezioni senza una riga di testo, che quindi non si posizionano per le ricerche generiche, le più cercate.
  4. App disinstallate che lasciano codice nel tema, e rallentano ogni pagina per sempre.
  5. Negozio lanciato con la password ancora attiva e mai controllato in Search Console: settimane di attesa per un'indicizzazione che non poteva partire.

Domande frequenti

Shopify va bene per la SEO?

Sì, per la grande maggioranza dei negozi. I limiti veri sono pochi: la struttura fissa degli indirizzi e il file robots.txt che si modifica solo dal codice del tema. Tutto il resto — titoli, testi, link, velocità — dipende da come il negozio è costruito. Se stai ancora scegliendo la piattaforma, trovi il confronto in Shopify, WooCommerce o PrestaShop: quale scegliere.

Serve un'app SEO?

Non per partire. Tutto quello che c'è in questa checklist si fa dal pannello e dal tema. Un'app può aiutare quando i prodotti sono centinaia e i titoli vanno scritti in blocco, o per controllare i link rotti; installane una alla volta e verifica che non rallenti il negozio.

Quanto ci vuole per vedere risultati?

Le correzioni tecniche (redirect, password, sitemap, link canonici) si vedono in Search Console in qualche settimana. Testi e contenuti nuovi richiedono di solito alcuni mesi. Nessuno può promettere tempi precisi: dipende dalla concorrenza e da quanto il sito era indietro.

Vale anche per chi arriva da WooCommerce o PrestaShop?

Sì, e in quel caso le voci su redirect e link interni diventano le più importanti di tutte. Abbiamo scritto una guida apposta: come migrare da WooCommerce a Shopify.

Scarica il foglio di lavoro gratuito — le 40 voci di questa guida, con stato, responsabile e un riepilogo che calcola da solo quanto manca, per area e per priorità. Si apre in Excel e in Google Sheets (File › Importa).

Scarica la checklist (.xlsx)

Se il negozio non l'hai ancora aperto, parti da come aprire un negozio su Shopify e da quanto costa Shopify in Italia, oppure prova Shopify direttamente.

Fonti: Centro assistenza Shopify (robots.txt.liquid, reindirizzamenti URL, sitemap, SEO internazionale per i mercati, rapporti sulle prestazioni web, nascondere una pagina dai motori di ricerca, parole chiave e meta tag), changelog Shopify sul limite di 2.048 varianti. Verificate a settembre 2026.

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